15 dicembre 2018

Gravel Bike e le sue origini

Tutti gli amanti della bicicletta, professionisti e non, ormai hanno sulla punta della lingua questo nuovo temine: Gravel Bike.

Ma dove nasce questo parola e perché è stata adottata dal mondo del ciclismo?

Dobbiamo affidarci al vocabolario per comprendere l’origine del termine: gravel è un sostantivo che in inglese sta per “ghiaia”, “terriccio”, perché le gravel-bike sono bici destinate a percorrere principalmente fondi ghiaiosi e strade sterrate, ancora meglio se strade bianche con il fondo compatto oppure tracciati non asfaltati ma non troppo accidentati.

Così come fu quaranta anni fa con le mountain bike, questa nuova categoria emergente delle gravel bike è stata inventata, codificata e poi esportata dagli States.

E questo non è un caso. Un territorio sconfinato, un’area dove quasi il 40% delle strade carrozzabili sono strade bianche. Strade spesso lunghe anche centinaia di miglia, e che hanno caratteristiche del fondo simili a quelle che si trovano in Italia sugli sterrati comodi de “L’Eroica”. Quel che accade già da molti anni in USA è che quegli ampi e lunghi stradoni sterrati sono abitualmente percorsi da ciclisti in sella alle loro mountain bike. Tuttavia, le sospensioni delle mtb sono decisamente troppo pesanti per quei generi di tracciati, così come la geometria compatta delle mtb poco si presta a strade in cui serve più la velocità del mezzo che la capacità di superare gli ostacoli tecnici. Proprio per questo Oltreoceano in molti hanno cominciato ad avvicinarsi a quei percorsi con le più performanti bici da ciclocross. Nel tempo questo fenomeno è cresciuto e all’aumentare della domanda il mercato ha fornito la sua risposta, appunto andando a codificare questa nuova generazione di bicicletta adatta principalmente per le cosiddette “gravel road”.

Ma cos’è una Gravel Bike e qual è il suo utilizzo?

È un po’ una mountain bike, è un po’ una bici da corsa, è un po’ una bici da ciclocross, ma in realtà non è nessuna di queste tre.

Partiamo da ciò che non gli si addice. I sentieri tecnici e scoscesi del mountain biking più azzardato non sono il miglior pane per i denti di una gravel bike, anzi, sono un contesto da evitare, se non altro perché a livello tecnico, dimensionale e geometrico una gravel bike è molto più vicina a una bici da corsa che a una bici mountain bike.

Strade sterrate, ghiaiose, o asfalti accidentati invece sono il suo habitat naturale. La gravel-bike può essere l’opzione perfetta per chi utilizza la bicicletta principalmente nella sua dimensione di mezzo votato alla endurance, di strumento con cui effettuare avventure o raid di uno o più giorni. Insomma, è una bicicletta che fa della versatilità il suo punto di forza.

Avete voglia di un pò di Gravel Adventure ora?